L'Alba di domani

La politica è l'arte della felicità umana (H. Fisher). Alla politica bisogna restituire idealità, valori, sogni (W. Veltroni).
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venerdì, 16 maggio 2008

Veltroni, Berlusconi e l'indigesto Di Pietro

Veltroni e Berlusconi a pranzo per discutere del Paese. Nessuna meraviglia. Sono due leader che per adesso hanno deciso, prima di aprire lo scontro frontale, di capire se ci sono le basi per un lavoro comune per il bene dell'Italia. Spero che le portate siano ben scelte, non vorrei che qualcosa li mettesse di cattivo umore. Questo potrebbe ritorcersi contro di noi. Lo dico sorridendo anche se l'affermazione tende a mettere in luce una cosa importante: la politica fatta in maniera umorale non porta da nessuna parte. Come in questo momento la sta facendo Di Pietro. E' inutile ergersi a paladino quando la serietà di un politico non si riconosce nelle sue azioni. Il giorno dopo l'esito elettorale, ha evidenziato i suoi soliti colpi di testa. Siglato l'accordo per l'alleanza con il Pd per gruppi unici e altro, a risultato incassato è tutto rimasto sulla carta. Devo dire la verità, non credo molto a questa intesa tra Veltroni e Berlusconi, ma è pur sempre un tentativo di ristabilire un modo decente di fare politica non proprio alla luce del sole ma perlomeno all'ombra di una penna arrabbiata.

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categoria: politica, riflessioni, appuntamenti, proposte, tempi moderni, curiositĂ , walter veltroni, partito democratico

martedì, 15 aprile 2008

Cartavetrata

Ri...Partire democratico

Il Partito Democratico non riesce nell’impresa di capovolgere i pronostici di qualche mese fa. Nonostante la “buona politica”, tutti gli errori commessi hanno presentato il conto. Anche le candidature improvvisate, quelle messe di traverso per impedire che nuove leve venissero premiate per il lavoro fatto nel corso dei diversi anni di militanza nei partiti, hanno dimostrato di non rappresentare il valore aggiunto al Pd. Di fronte alle cifre non resta che prendere atto di una sconfitta e pensare bene al domani, magari sgombro dai duelli sotterranei che nel Pd rischiano di avere un effetto domino. Ci aspetta un’impresa molto delicata: mettere in piedi una proposta credibile in grado di smorzare la portata del Popolo delle Libertà. Si parte da un punto. Piaccia o no, l’unica forza con cui dialogare resta l’Udc. Sì, proprio il partito di Casini, proprio il partito che ha candidato Ciriaco De Mita e che in provincia di Avellino continua la sua esperienza, forte dell’oltre 15%. Il passo successivo sarà sottrarre questa proposta politica all’attrazione di berlusconismo imperante che nelle prossime settimane tenterà di isolare il Pd, riagguntare Casini e parare così i colpi della Lega. Le riforme istituzionali saranno un delicato banco di prova e qui che il leader del Popolo delle Libertà vorrà il massimo sostegno. Il suo sogno nel cassetto, incubo per noi italiani democratici, è il Quirinale. Preservare la democrazia vuol dire lavorare bene e senza pregiudizi. Perciò, proprio partendo dal Parlamento si può aprire una stagione di contatti politici utili al Paese, soprattutto perché ci aspettano importanti competizioni elettorali l’anno prossimo: le europee, le regionali, le provinciali e le amministrative. Quindi, di fronte a questo prossimo collaudo non si può che tentare di migliorare la proposta del progetto politico del Pd e pensare a relazioni politiche trasparenti. Inoltre, solo Pd e Udc saranno in grado di arginare l’armata famelica della Lega Nord e di quella componente del partito di Berlusconi pronta a mettere le mani sulle istituzioni più importanti. Noi non certo ci limiteremo ad assistere ad un attacco del Sud da parte del partito di Bossi. Altro elemento di riflessione, l’assenza della Sinistra Arcobaleno dal Parlamento. Peccato. L’attenzione che ho sempre mostrato nei confronti di questa proposta politica mi ha dato ragione e lo scopo di prosciugare questo mare non ha fatto altro che indebolire l’impalcatura della democrazia.

martedì, 15 aprile 2008

Si poteva fare ma non si è fatto

(cb) - Il day after è un boccone amaro da mandar giù. Vince il PdL di Berlusconi come ampiamente pronosticato da tutti i sondaggi pre-elettorali nazionali e dagli osservatori esteri, con una lezione di alta politica impartita dalla Lega Nord antimeridionale, secessionista, federalista: il territorialismo egoistico è arma più potente della tutela generalista di interessi nazionali, ma al Sud (che d'ora in poi scomparirà dall'agenda parlamentare e di governo) nessuno se ne è mai accorto. La rimonta del Pd, tanto millantata da Veltroni & Co. nelle ultime settimane, non c'è stata... figurarsi poi il sorpasso... una boutade che sono sicura ha fatto più male che bene. L'unico che ha battuto il premier di Arcore resta il buon vecchio, caro Prodi: su questo importantissimo dato qualcuno dovrebbe pur riflettere. Il Partito democratico avrebbe dovuto erodere voti al centro, dove però non ha sfondato. Credo che sia stato Di Pietro ad attrarre i moderati (e ne gioisco), complice pure il messaggio subliminale lanciato da un Walter autoreferente disposto a "perdere" alcune regioni, come la Campania dei rifiuti, calando dall'alto candidati non radicati sul territorio. L'Udc arretra di un punto rispetto al 2001 quando era in coalizione con il Cavaliere (una parte del suo elettorato o si è astenuto, non avendo compreso le ragioni dello strappo con la CdL, o è stato risucchiato da Forza Italia). Waterloo per La Sinistra-L'Arcobaleno, che, per stessa ammissione di Salvi, è stata percepita più come "cartello elettorale", una sorta - aggiungerei io - di ultima spiaggia per chi, oltre ad un antiberlusconismo non più convincente, ha cavalcato l'antiveltronismo da uva acerba. E tuttavia mentre mi compiaccio per i tanti candidati Sd-Rc-CI-Verdi che finalmente, dopo anni di poltronismo romano, dovranno cercare quel lavoro di cui si sono riempiti la bocca, senza però imparare a "masticare" cultura di governo, mi rattristo per l'uscita di scena così indecorosa di Bertinotti. Per il resto, tanti partitini (inesistente quello di Boselli, autoproclamatosi portavoce del socialismo italiano) che non hanno ragion d'essere in un quadro politico che va - a ragione - verso la semplificazione.

giovedì, 10 aprile 2008

Cartavetrata

 Un'altra Irpinia si può fare...

Siamo alla chiusura della campagna elettorale. Ho lavorato coordinando il Comitato elettorale dell’Alta Irpinia riuscendo così a sviluppare un ragionamento territoriale per dare slancio ad un progetto politico, per creare entusiasmo in un pezzo di provincia di Avellino che qualcuno, sprecando una buona occasione per stare zitto, ha definito come la terra in cui, dopo l’uscita di Ciriaco De Mita dal Partito Democratico, si stava elaborando un lutto. La storia dell’Alta Irpinia ha sempre dimostrato grandi capacità di scelta, grande visione del futuro e poca affinità all’ortodossia del capo. Siamo riusciti a fare una campagna elettorale sui contenuti e non sui personaggi. La nostra attenzione è oggi concentrata sulla campagna elettorale ma all’indomani del voto del 13 e 14 aprile, sarà a servizio di un progetto in grado di riaccendere il protagonismo dei cittadini e delle comunità e di quanti vogliono con il Pd contribuire ad elaborare soluzioni credibili alle questioni più urgenti che interessano il futuro di uomini e donne. Lo abbiamo fatto con la consapevolezza che ogni punto di arrivo sarà per noi un nuovo punto di partenza, perché soltanto così si rende dinamica, visibile, utile un’azione politica che deve essere alimentata dalla passione, dall’impegno e dall’obiettivo di accorciare le distanze tra i politici e i cittadini. Il Partito Democratico ha una consapevolezza: si devono operare delle scelte, che pur difficili vanno fatte con serietà e coscienza tenendo prensente che si fanno sulla pelle di persone in carne e ossa. Noi siamo pronti, perché non usiamo l’antipolitica, ma la politica del fare. Il Pd parte da questo punto: non dalle situazioni quali sono, ma da quelle che potrebbero essere. Cambiare non in nome di qualche nostalgia del passato, ma di un futuro possibile, fatto di opportunità per tutti. Dimostrare che ce la possiamo fare a costruire un’Irpinia più fiduciosa, valorizzando le nostre risorse, proiettando questo territorio in una dimensione mediterranea. Dimostriamo questo slancio, quest’entusiasmo ricordando le parole di Enrico Berlinguer nel suo ultimo discorso: “Lavoriamo tutti, per strada dialogando con la gente, porta a porta, nei luoghi di lavoro”. Per noi questa campagna elettorale e l’esito del voto sono molto importanti, ma credo che lo siano ancor di più per il destino dell’Italia intera di fronte ad un Berlusconi stanco, demotivato, spinto soltanto dalla voglia di potere e ad una Lega sempre più pericolosa, secessionista, mentre la difesa dell’unità nazionale di Fini è stata imbavagliata per interessi di bottega. Sono convinto che lavorando ancora bene e con incisività - soprattutto in queste ultime ore - ce la possiamo fare e così un’altra Irpinia si può fare.

venerdì, 04 aprile 2008

Veltroni fa tappa ad Avellino

Veltroni ad Av

E' stata una grande emozione. Chi si aspettava un riferimento a De Mita è rimasto deluso, chi attendeva veleno su Berlusconi ha inghiottito amaro. Invece, la sola verità che è venuta fuori dall'incontro al teatro "Gesualdo" è che Veltroni ha lanciato un segnale importante per Avellino e la sua provincia: l'eccezionalità irpina è finalmente venuta meno. Basta con la particolarità che ha distinto in negativo la nostra provincia. Per chi non se ne fosse accorto, è caduto l'ultimo baluardo di questa anomalia. Abbiamo all'improvviso aperto gli occhi è ci siamo ritrovati in Italia, in Europa. Ecco uno dei perchè ho apprezzato il discorso di Veltroni. Un forte richiamo alla nostra terra perchè confermi la voglia di cambiare seguendo un cammino in linea con la politica nazionale. In questa campagna elettorale sto lavorando molto per tale obiettivo. Incontri, riunioni tenendo l'attenzione vigile sui comuni dell'Alta Irpinia dove la ferita sembra ancora aperta - non per l'assenza di De Mita nel Pd ma - perchè scontiamo una emigrazione che sta dissanguando le nostre comunità. Proprio da esse, subito dopo il voto, inizierò una nuova avventura. Ma ne parleremo a tempo debito.

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categoria: politica, diario, foto, viaggio, appuntamenti, campagna elettorale, elezioni, candidature, walter veltroni, partito democratico

venerdì, 28 marzo 2008

Cartavetrata

 In prima linea per il successo del Pd

Qualcuno mi ha fatto notare che sto conducendo una campagna elettorale come se fossi candidato. Io ho risposto che l’impegno politico non è un tram su cui si sale per convenienza e soltanto perché si ha bisogno di visibilità oppure, peggio ancora, per soddisfare qualche appetito di carriera. La politica, quella vera, è altra cosa. E’ impegno, è voglia di spiegare alla gente qual è la nostra proposta. E’ ascoltare le esigenze delle comunità e far capire all’elettorato che ci sono persone pronte ad occuparsi del loro futuro avanzando soluzioni concrete e credibili. Come ho sostenuto in un convegno a Calitri, organizzato dal Comitato elettorale “Alta Irpinia” che coordino, ci sono persone che pur avendo tutte le qualità per essere candidate non lo sono state, ma si stanno impegnando talmente tanto da apparire come se il loro nome fosse iscritto in una delle liste del Senato o della Camera dei Deputati. Non parlo di me, parlo di Rosetta D’Amelio, l’ex assessore regionale alle Politiche Sociali della Regione Campania. Un grande lavoro in Regione non premiato soltanto perché qualcuno da Avellino si è messo di traverso a Roma. Ma ci saranno occasioni per chiarire questi aspetti. Adesso è tempo di voti. Il mio appello è rivolto a quanti vogliono fare campagna elettorale per il Pd tenendo presente che il vero pericolo per il futuro dell’Italia non è il movimento di Casini e De Mita ma il centrodestra di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Lavoriamo nelle piazze, parliamo con la gente, nei luoghi di lavoro soprattutto con donne e giovani, spiegando il perché di una scelta, la sola valida per il futuro dell’Italia: Partito democratico.

mercoledì, 12 marzo 2008

Pd/gli appuntamenti in Irpinia

apertura-piccola

Per il programma elettorale del Partito democratico della provincia di Avellino vai al seguente indirizzo:

http://irpinia.files.wordpress.com/2008/03/programma.pdf

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