"Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini".

Giovanni Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 – Palermo, 23 maggio 1992)
Ricordo bene il volto di Aldo Moro durante le cronache del suo rapimento con il telo alle spalle raffigurante la stella a 5 punte e la scritta Br. Nella memoria è abbastanza chiara, inoltre, l'immagine del suo corpo senza vita rannicchiato nella Renault.
A 30 anni dalla sua morte, tra le tante parole dette, mi sento di condividere molto quelle pronunciate dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Colpendo a morte Aldo Moro, le Br non scelsero un obiettivo simbolico, ma decisero di colpire il perno principale del sistema politico ed istituzionale su cui poggiava la democrazia repubblicana".
L'uccisione di Moro è stata un attentato allo Stato e alla democrazia. Il suo disegno politico, se lui fosse sopravvissuto - e se fosse scampato anche alle imboscate di molti suoi amici di partito - avrebbe portato l'Italia ad essere una nazione dove l'alternanza di governo sarebbe stata un processo senza traumi e senza improvvisazione. In Aldo Moro risiede la vera natura di statista lungimirante e realista. Per me resta uno straordinario esempio di politico serio. Un ringraziamento a lui, agli uomini della scorta, caduti nell'attentato, e ai tanti che in politica - e non solo - si battono per la costruzione di un mondo migliore.
Alle fronde dei salici - Salvatore Quasimodo
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
Per celebrare il 63esimo anniversario della Liberazione d'Italia dal nazifascismo, è in corso a Bisaccia il forum d'ascolto con i giovani del Partito democratico dell'Alta Irpinia. L'incontro, da me fortemente voluto, rappresenta l’occasione per ragionare su come ripartire con una rinnovata azione politica. E non sarà una discussione di carattere storico sulla Liberazione, ma partendo da essa rifletteremo sui valori che questa conquista ha espresso nella storia e più in generale nella nostra democrazia.
Democrazia spesso calpestata, come è accaduto ieri quando, nell'ambito di una manifestazione organizzata dal Pd della Provincia di Avellino, è stato impedito di prendere la parola a me, a Lara Lanni, Luana Evangelista, Anna Marro, Marisa Di Cecilia e a Carmelina Chiaradonna delle Assemblee nazionale e regionale, per cui abbiamo abbandonato l'assise auspicando che "il percorso democratico all’interno del Pd possa trovare occasioni in cui vengano ristabilite opportunità, regole e partecipazione".

«Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi».

"Il si' dell'Assemblea generale dell'Onu alla moratoria sulla pena di morte e' una grande notizia. Non possiamo che congratularci con la diplomazia italiana e con il ministro D'Alema per il lavoro caparbio e paziente che ha portato a questo straordinario risultato. E' un successo dell'Italia tutta; ma e' anche la testimonianza che il centrosinistra ha saputo fare della tutela dei diritti umani, della difesa della vita e della giustizia la stella polare della propria azione internazionale" - dichiara Pistelli.