L'Alba di domani

La politica è l'arte della felicità umana (H. Fisher). Alla politica bisogna restituire idealità, valori, sogni (W. Veltroni).
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martedì, 26 febbraio 2008

Pausacaffé

 Le chiavi del potere  

Per il Partito democratico in provincia di Avellino dopo la questione di Ciriaco De Mita e le dimissioni di suo nipote Giuseppe dalla segreteria provinciale, si apre un momento di grande riflessione ma anche di grande responsabilità politica per chi resta. Come sempre sono iniziate le speculazioni per mettere sulla strada del Pd irpino le difficoltà più strumentali e stucchevoli che una forza politica avversaria possa fare. Ha iniziato questo gioco Giandonato Giordano che invoca, come Italia Popolare, la proprietà della sede provinciale del Pd. Lo fa con argomentazioni che scoprono il solo utilizzo strumentale dell’argomento. “La sede – dichiara – appartiene alla tradizione popolare e fino a quando c’era De Mita questa tradizione era rispettata”. Un condensato di pensieri confusi che contraddice tutto quello che è stato detto su De Mita e sul cattolicesimo popolare soprattutto dal suo capo politico, Gerardo Bianco, il quale non ha perso occasione per affossare il De Mita democratico. Oggi tutti elogiano De Mita, via Tagliamento resta il cimelio da riportare alla tradizione popolare e il poster di De Gasperi sulla parete della sala delle riunioni di via Tagliamento il sacrario a cui accendere ceri.

Sveglia: la storia ha compiuto passi in avanti! Lasciate stare il cattolicesimo popolare, arma spesso brandita per coprire le manchevolezze di tanti cattolici impegnati in politica che di tutto si occupano fuor di essere dalla parte degli ultimi.

giovedì, 14 febbraio 2008

Pausacaffé

 Veltroni, la Campania, il voto

Per chi ha visto "Porta a Porta" di ieri con la partecipazione di Walter Veltroni si è reso conto che la politica avanzata dal Partito democratico ha un respiro ampio, obiettivi precisi. Insomma una politica che piace alla gente, quella che ogni giorno è alle prese con condizioni di vita difficili, che "a fine mese non arriva" nonostante i sacrifici. Il linguaggio di Veltroni, pacato ma anche sferzante quando si cerca di fare facile ironia sui problemi del Paese, dimostra che anche in questo la politica può avere un passo diverso, che riesca a conciliare finalmente chiarezza e concretezza. Non è servita a nulla qualche provocazione per far saltare i nervi, Veltroni può essere accusato anche di essere sulla scena politica da oltre 30 anni ma vediamo come c'è stato e qui che noteremo la prima fondamentale differenza rispetto a chi si veste di nuovo, ma nel ragionamento è vecchio. Questo suo pensiero, però, dovrà concretizzarsi nella scelta delle candidature. Il vero nodo da sciogliere... tante aspettative da cogliere, ma il metro che dovrebbe essere usato è quello che tutti, soprattutto i dirigenti del Pd, riconoscano la necessità di avere un comportamento serio e che non dia il via ad una sorta di cannibalismo democratico. Le aspirazioni, anche in provincia di Avellino, sono tante ma non diamo spettacoli indecenti non tanto sulla rosa dei nomi quanto sulla modalità con cui arriveremo a farli. Non cadiamo nelle solite trappole: pugnalare il migliore amico o stringere alleanze spurie. L'elettorato è attento.

Sempre nella giornata di ieri c'è stata la presentazione della nuova giunta regionale della Campania. Anche qui facciamo chiarezza. Bassolino continua a guidare una giunta che ha lavorato bene su molti fronti. Esce Rosetta D'Amelio: lavorare con lei è stata una esperienza formativa molto utile per chi fa politica a contatto con la gente e lei ha dimostrato in quell'assessorato competenza e grande apertura alle comunità. Il sacrificio chiesto lascia spazio ad altre esperienze e dà nuova linfa all'esecutivo Bassolino, sul quale viene proposto un servizio televisivo ogni ora sulle reti pubbliche e private. Le responsabilità ci sono e Bassolino è stato il primo a dire che pagherà un prezzo politico, ma adesso non può diventare l'immagine della malapolitica. Mi chiedo allora che cosa rappresenti Cuffaro... eppure nessuno ne parla.

mercoledì, 02 gennaio 2008

pausacaffé

 Bravo, presidente Napolitano!

Il discorso di fine anno del Capo dello Stato non è stato un allineamento di parole di circostanza. Concetti chiari e segnali inequivocabili nei quali i cittadini italiani sono stati innalzati agli altari della giusta, doverosa considerazione. I politici e la nostra politica finiscono in secondo piano. La nuova casa italiana, caro Presidente, edificata dalle fondamenta e non certo partendo dal tetto. Lavoro, emarginazione in un'Italia che vuole rinascere, sollevarsi ma che si ritrova zavorrata da pesi difficili da abbandonare. Donne e bambini occupano sempre più le pagine di cronaca. L'insicurezza e la società della paura sono i primi pensieri di ogni giornata. Presidente, ha fatto bene, con il suo abituale stile, a mettere tutti in guardia, soprattutto chi è impegnato nelle istituzioni, chi ha potere decisionale. Mi rassicura il fatto che ci sia una persona come Lei a ricoprire la massima carica dello Stato. Un baluardo alle scempiaggini che spesso di dicono e si fanno nel nostro bel Paese. Auguri, Presidente.

lunedì, 17 dicembre 2007

pausacaffé

 Campania felix?

Sto assistendo ad una puntata di Exit su La7 che ha come tema l'inquinamento in Campania. Ancora una volta la nostra regione finisce sugli schermi nazionali. Sono soddisfatto del fatto che una rete privata si sostituisca al servizio pubblico dominato troppo dal salotto di Vespa e da altre trasmissioni che preferiscono le cronache rosa anzichè la realtà dei problemi. Si vedono sindaci essere spiritosi sulla morte di persone, dirigenti di agenzie regionali che mostrano documenti in cui la diossina non è presente, mentre qualche mese prima la stessa era documentata ed evidente. Scene vecchie a cui c'è da mettere un freno. Del resto su un altro fronte c'è una piaga da sanare. Ormai è confermato: è stato detto e si dirà e si dovrà sempre tenere presente che la camorra ha le mani nelle imprese, nelle istituzioni e legami con politici. Da cittadino campano, da esponente politico invito a tenere alta la guardia anche perché si presenta un piatto ghiotto per le organizzazioni criminali: i fondi destinati ai progetti per il 2007-2013. Su questo si gioca la sfida del domani e anche la selezione della classe dirigente. Dobbiamo iniziare a ripetere in ogni luogo che la criminalità non dà lavoro ma lo fa perdere. Si continua a far passare il messaggio che la questione sicurezza appartiene solo ai casi rom, lavavetri e si omette di denunciare le organizzazioni mafiose che stanno distruggendo il tessuto democratico. Camorra, mafia ed altro sono state, come dire, poste in soffitta, quasi fossero risolte. E' il solito modo di nascondere la polvere sotto al tappeto. Non serve più. Anche in questo il Partito democratico deve fare la sua parte cercando di far risorgere la Campania con una nuova classe dirigente che sappia smontare sistemi e clientele che hanno messo in ginocchio la speranza e la legalità.

martedì, 11 dicembre 2007

pausacaffé

 Ricordi

Il Natale nei nostri paesi altirpini si annuncia con alcuni odori caratteristici. Sono i dolci della nostra tradizione che molte anziane preparano con tanta pazienza. Le vedi alle prese con cioccolato, castagne e tanti aromi. Sono le fragranze che ti conquistano appena giri un angolo di strada. Oggi accade di meno, ma ricordo bene la mia infanzia quando, a casa dei nonni, già di questi tempi i preparativi avanzavano sotto la spinta di vivere il Natale nella sua vera essenza. Eppure, nella giornata di oggi ho riscoperto questa emozione. In una zona del centro storico vicino a piazza Duomo. Un'anziana stava lessando le castagne mentre in un altro recipiente già c'era un grattato di cioccolato, mandorle, canditi, uva passa e non so altro. L'impasto per i ravioli al cioccolato da noi chiamati "cauzngiell". Per un attimo ho rivisto quelle strade brulicare di gente, com'era un tempo, ma di reale c'è stato soltanto l'odore provenire da una porta socchiusa in un quartiere quasi deserto.

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categoria: cultura, riflessioni, diario, festa, qualità della vita, pausacaffé

lunedì, 19 novembre 2007

Pausacaffé

  Alcol, giovani e piccole realtà 

Ho preso un caffè veloce prima di partire per Avellino per l’ennesima riunione politica. Ore 10.30. Mentre sorseggio il caffè entra una persona che conosco bene. Ci salutiamo e prima di lasciarci mi accorgo che ha ordinato del liquore. Un sorso veloce, quasi avvertendo un senso di vergogna, e si allontana. Un incontro che mi ha dato molto da pensare. Conosco bene la sua condizione: non lavora, vive ancora con la mamma e conduce una vita non certo felice. Parlando dell'accaduto con un amico che ho incrociato prima di mettermi in macchina, noto che lui scuote la testa e mentre lo fa mi elenca altre persone che purtroppo hanno il vizio di bere, soprattutto giovani. Non sono abituato a chiudere gli occhi di fronte ai problemi ma in un piccolo paese come Bisaccia è preoccupante che la qualità della vita sia scesa così in basso e nessuno muova un solo dito per trasformare questo luogo. Droga e alcol sembrano non preoccupare più di tanto anche se alcuni volontari si muovono per arginare queste problematiche.

Torna al centro la solita importante questione: la qualità della vita nei piccoli centri. E’ giunto il momento di metterci mano. Non sono più giustificabili comportamenti di indifferenza e di emarginazione. C'è la necessità di creare delle opportunità per chi è in difficoltà. Purtroppo, specie nelle piccole realtà, la solitudine è molto più insopportabile che nella grande città perchè viene meno quel senso di comunità che ha distinto sempre i piccoli paesi.
Torniamo a dare valore alla vita umana e cerchiamo di affidare gli strumenti a persone in grado di tutelarla.
 

mercoledì, 10 ottobre 2007

Pausacaffé

 Donne alla catena di montaggio della vita

Lunedì sera ho chiuso la giornata elettorale ad Aquilonia. Un paese che ha realizzato molto in termini turistici. Il solo Museo Etnografico, che vi invito a visitare, è la testimonianza dell’ottimo lavoro svolto. Prima dell’incontro pubblico siamo andati con un amico a prendere un caffè. Dietro al bancone la proprietaria. Una signora sui cinquant’anni che servendo il caffè ha iniziato a chiacchierare con il mio amico. Io ho ascoltato con interesse e poi ho guardato l’orologio: le 20.45. Lei con tono quasi rassegnato: “Ho finito la mia giornata al bar, tra poco passo dai genitori e poi mi aspetta la famiglia”.

Mi sono chiesto quante donne vivono affrontando la vita con questi ritmi. Credo siano la totalità. Lavoro e famiglia, del resto, sono due elementi che non si possono scindere nella vita di una donna tanto che l’una condiziona l’altra. Tutto diverso per noi maschietti. A questo si è aggiunta un’altra preoccupazione. Quella donna vive, come tante, in un paese di poche migliaia di abitanti. In questi luoghi già la qualità della vita non è eccezionale ma per una donna ancora meno.

Se la nuova politica è confronto e ascolto, si cerchi un canale preferenziale con loro. Le tiri fuori dalla solita “catena di montaggio della vita” per meglio capire come intervenire a loro favore. Ritengo che parlare della condizione femminile non sia soltanto una preoccupazione delle città ma sia una priorità anche nelle piccole comunità, perché la dignità della vita non ha confini.

postato da gallicchio alle ore 11:22 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: politica, lavoro, diritti, democrazia, libertà, solidarietà, provincia, qualità della vita, pausacaffé

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