Che fine hanno fatto i nostri principi fondamentali come il rispetto della persona, della sua dignità e dell’eguaglianza a fronte della schedatura dei rom e al prelievo delle impronte anche ai bambini? Quante volte abbiamo visto bimbi rom agli angoli delle strade, alle fermate dei pullman, ai semafori delle città. Ebbene, la problematica di una sicurezza di cui abbiamo sempre più bisogno si risolve in questa maniera? Certo che no. Ho molto apprezzato un articolo uscito ieri su "la Repubblica" a firma di Stefano Rodotà, il quale affermava: “Cambia il modo stesso di intendere la persona, parcellizzata e sempre disponibile per chi voglia impadronirsi dei suoi frammenti, per identificarla, controllarla, discriminarla”. Questo sta accadendo con una scelta del Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che riapre scenari già dolorosamente noti e che hanno portato col tempo a vere e proprie persecuzioni.
La mia cara amica - ex redattrice - brava giornalista - ottima blogger Tisbe mi ha assegnato il Premio Arte Y Pico con una motivazione che mi commuove e al tempo stesso mi inorgoglisce: "oltre ad essere un blogger con una professionalità giornalistica alle spalle, è stato il mio direttore responsabile e con lui ho lavorato con serenità e con libertà... sì, avete letto bene, ero libera di scrivere quello che volevo"... Ringrazio Tina e le dico con affetto che avrei voluto riassegnarle il premio ma preferisco evitare rimpalli...
Questo è il regolamento per chi lo riceve :
1) scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!
2) ogni premio assegnato deve avere il nome dell'autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possano visitare;
3) ogni premiato deve esibire il premio e mettere il nome e il collegamento al blog di colui che l'ha premiato;
4) Il premiato deve mostrare il collegamento con il blog ARTE Y PICO dove nasce l'iniziativa http://arteypico.blogspot.com;
5) pubblicare le regole.
Ed ora per me viene il bello... Premio con Arte Y Pico... rullo di tamburi...
2 GIUGNO: PARATA SOTTO LA PIOGGIA E SENZA MINISTRI LEGA
Un grande tricolore posto sulla facciata del Colosseo ha fatto da sfondo questa mattina alla parata militare del 2 giugno che ha voluto celebrare il 62° anniversario della nascita della Repubblica. Una parata, quella che si è snodata come tradizione, lungo via dei Fori Imperiali, contraddistinta dalla pioggia ma anche dall'assenza, tra le autorità, dei ministri della Lega.
(Continua a leggere l'Asca)
Da una maggioranza parlamentare e da un governo, al cui interno alcuni non riconoscono il valore e il significato della fondamentale conquista repubblicana, cosa ci si può aspettare? Di tutto. Purtroppo.
Ricordo bene il volto di Aldo Moro durante le cronache del suo rapimento con il telo alle spalle raffigurante la stella a 5 punte e la scritta Br. Nella memoria è abbastanza chiara, inoltre, l'immagine del suo corpo senza vita rannicchiato nella Renault.
A 30 anni dalla sua morte, tra le tante parole dette, mi sento di condividere molto quelle pronunciate dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Colpendo a morte Aldo Moro, le Br non scelsero un obiettivo simbolico, ma decisero di colpire il perno principale del sistema politico ed istituzionale su cui poggiava la democrazia repubblicana".
L'uccisione di Moro è stata un attentato allo Stato e alla democrazia. Il suo disegno politico, se lui fosse sopravvissuto - e se fosse scampato anche alle imboscate di molti suoi amici di partito - avrebbe portato l'Italia ad essere una nazione dove l'alternanza di governo sarebbe stata un processo senza traumi e senza improvvisazione. In Aldo Moro risiede la vera natura di statista lungimirante e realista. Per me resta uno straordinario esempio di politico serio. Un ringraziamento a lui, agli uomini della scorta, caduti nell'attentato, e ai tanti che in politica - e non solo - si battono per la costruzione di un mondo migliore.

Si terrà a Bisaccia venerdì 25 aprile alle ore 17.00, presso il Centro Anziani di Piazza Duomo, l’iniziativa politica “Forum d’ascolto” con i giovani del Partito Democratico irpino, nel corso della quale presenterò la proposta “L’Irpinia che Vogliamo”. Sarà il momento in cui partirà un viaggio politico in tutti i paesi della provincia di Avellino, intitolato “Cambiare l’Irpinia. Impegnamoci per farlo”. Una campagna di attenzione ai problemi delle comunità, al territorio aprendo nello stesso tempo un canale di confronto e proposta. Il Partito Democratico non riesce nell’impresa di capovolgere i pronostici di qualche mese fa. Nonostante la “buona politica”, tutti gli errori commessi hanno presentato il conto. Anche le candidature improvvisate, quelle messe di traverso per impedire che nuove leve venissero premiate per il lavoro fatto nel corso dei diversi anni di militanza nei partiti, hanno dimostrato di non rappresentare il valore aggiunto al Pd. Di fronte alle cifre non resta che prendere atto di una sconfitta e pensare bene al domani, magari sgombro dai duelli sotterranei che nel Pd rischiano di avere un effetto domino. Ci aspetta un’impresa molto delicata: mettere in piedi una proposta credibile in grado di smorzare la portata del Popolo delle Libertà. Si parte da un punto. Piaccia o no, l’unica forza con cui dialogare resta l’Udc. Sì, proprio il partito di Casini, proprio il partito che ha candidato Ciriaco De Mita e che in provincia di Avellino continua la sua esperienza, forte dell’oltre 15%. Il passo successivo sarà sottrarre questa proposta politica all’attrazione di berlusconismo imperante che nelle prossime settimane tenterà di isolare il Pd, riagguntare Casini e parare così i colpi della Lega. Le riforme istituzionali saranno un delicato banco di prova e qui che il leader del Popolo delle Libertà vorrà il massimo sostegno. Il suo sogno nel cassetto, incubo per noi italiani democratici, è il Quirinale. Preservare la democrazia vuol dire lavorare bene e senza pregiudizi. Perciò, proprio partendo dal Parlamento si può aprire una stagione di contatti politici utili al Paese, soprattutto perché ci aspettano importanti competizioni elettorali l’anno prossimo: le europee, le regionali, le provinciali e le amministrative. Quindi, di fronte a questo prossimo collaudo non si può che tentare di migliorare la proposta del progetto politico del Pd e pensare a relazioni politiche trasparenti. Inoltre, solo Pd e Udc saranno in grado di arginare l’armata famelica della Lega Nord e di quella componente del partito di Berlusconi pronta a mettere le mani sulle istituzioni più importanti. Noi non certo ci limiteremo ad assistere ad un attacco del Sud da parte del partito di Bossi. Altro elemento di riflessione, l’assenza della Sinistra Arcobaleno dal Parlamento. Peccato. L’attenzione che ho sempre mostrato nei confronti di questa proposta politica mi ha dato ragione e lo scopo di prosciugare questo mare non ha fatto altro che indebolire l’impalcatura della democrazia.