
Un incontro davvero cordiale, quello organizzato a Caposele dalla locale associazione culturale "Sorgenti di sapere" e che ha visto la straordinaria partecipazione di Paola Gassman, figlia di Vittorio Gassman, in occasione della presentazione del suo primo libro "Una grande famiglia dietro le spalle". L’attrice ha subito conquistato la platea indirizzando un accorato messaggio ai giovani presenti: "Il sogno, la scommessa di affermarsi, la passione sono elementi fondamentali che possono portare al successo, ma il successo arriva sempre alla conclusione di un duro lavoro, mai all’inizio. Oggi, invece, il modello proposto è altro. Tende di più a voler soddisfare la smania di apparire a tutti i costi. Per questo credo che la televisione sia usata in maniera pericolosa. I giovani hanno bisogno di altri modelli e una funzione fondamentale può essere svolta dalla scuola a cui la politica deve dare maggiore attenzione". Toccanti i momenti in cui la Gassman ha parlato del rapporto con il padre Vittorio e molti gli episodi ricordati della sua infanzia: "Io ho avuto una infanzia bellissima. Con mio padre sono stata sempre molto rispettosa ma non mi facevo intimidire dalla sua forte personalità. L’importante, e lo dico ai giovani, è mantenere la propria personalità".

Si terrà a Bisaccia venerdì 25 aprile alle ore 17.00, presso il Centro Anziani di Piazza Duomo, l’iniziativa politica “Forum d’ascolto” con i giovani del Partito Democratico irpino, nel corso della quale presenterò la proposta “L’Irpinia che Vogliamo”. Sarà il momento in cui partirà un viaggio politico in tutti i paesi della provincia di Avellino, intitolato “Cambiare l’Irpinia. Impegnamoci per farlo”. Una campagna di attenzione ai problemi delle comunità, al territorio aprendo nello stesso tempo un canale di confronto e proposta. Il Democratic Day ha registrato grande partecipazione di cittadini in tutte le tappe toccate dall’iniziativa. Fin dalla prima mattinata, candidati e dirigenti hanno incontrato cittadini e amministratori in diverse località, sparse su tutto il territorio provinciale. Davanti ai gazebo, allestiti dai giovani Democratici di Castelfranci, Tufo, Ariano, Grottaminarda, Solofra, Avellino, Baiano, Lauro e Cervinara, Sturno e tanti altri paesi, è stata notevole la partecipazione, soprattutto dei giovani, che si sono adoperati nell’allestimento e nella distribuzione del programma e dei materiali del Partito Democratico. In contemporanea tante le iniziative dei candidati.
In prima linea per il successo del Pd 
Qualcuno mi ha fatto notare che sto conducendo una campagna elettorale come se fossi candidato. Io ho risposto che l’impegno politico non è un tram su cui si sale per convenienza e soltanto perché si ha bisogno di visibilità oppure, peggio ancora, per soddisfare qualche appetito di carriera. La politica, quella vera, è altra cosa. E’ impegno, è voglia di spiegare alla gente qual è la nostra proposta. E’ ascoltare le esigenze delle comunità e far capire all’elettorato che ci sono persone pronte ad occuparsi del loro futuro avanzando soluzioni concrete e credibili. Come ho sostenuto in un convegno a Calitri, organizzato dal Comitato elettorale “Alta Irpinia” che coordino, ci sono persone che pur avendo tutte le qualità per essere candidate non lo sono state, ma si stanno impegnando talmente tanto da apparire come se il loro nome fosse iscritto in una delle liste del Senato o della Camera dei Deputati. Non parlo di me, parlo di Rosetta D’Amelio, l’ex assessore regionale alle Politiche Sociali della Regione Campania. Un grande lavoro in Regione non premiato soltanto perché qualcuno da Avellino si è messo di traverso a Roma. Ma ci saranno occasioni per chiarire questi aspetti. Adesso è tempo di voti. Il mio appello è rivolto a quanti vogliono fare campagna elettorale per il Pd tenendo presente che il vero pericolo per il futuro dell’Italia non è il movimento di Casini e De Mita ma il centrodestra di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Lavoriamo nelle piazze, parliamo con la gente, nei luoghi di lavoro soprattutto con donne e giovani, spiegando il perché di una scelta, la sola valida per il futuro dell’Italia: Partito democratico.
"San precario lavora per noi"
Il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani apre una vertenza con la politica italiana sulla precarietà del lavoro e soprattutto sull´assenza di futuro per le nuove generazioni. Una responsabilità che deve avere nomi e cognomi e non come sempre l´indistinto. Il Governo nazionale di qualunque colore partitico è il primo e principale responsabile di un tale disastro ed il Parlamento italiano è complice nell´omicidio preterintenzionale del domani dei giovani. La precarietà del lavoro è un tema che ha molti risvolti socialmente rilevanti, tant´è vero che la Commissione Europea ha reso noto un Libro Verde dove, nel segnalare la crescita degli impieghi atipici, dà conto di un crescente allarme sociale. Il timore che possa rendersi vano il proponimento dell´Unione Europea di promuovere innanzitutto impieghi normali, cioè a tempo pieno e con durata indeterminata è ormai un dato certo.
Batte ancora il
del Pd irpino
Le scelte sembrano difficili, ma non bisogna avere paura: si devono praticare. Per questo il Partito democratico in provincia di Avellino non può far finta di nulla. Tutto il caos-calmo provocato dalla decisione di Ciriaco De Mita non può che porci un serio interrogativo legato al bisogno di continuare nel cambiamento, definendone, però, le sue modalità. Molti i nodi che ci stanno dinnanzi a cui si aggiunge la necessità di scioglierli in tempi brevi. Tra essi la questione De Mita è soltanto un punto di partenza non certo l’arrivo. Inevitabile la tensione che ha accompagnato la sua scelta e le conseguenze che si verificheranno come in un effetto domino. Di fronte a ciò, se il Partito democratico in Irpinia e in Campania vuole esprimere tutta la sua forza, deve governare il presente con responsabilità, realismo e celerità, proprio per evitare che vi sia la messa in discussione della nostra funzione di fondatori del Partito democratico ma soprattutto per non spegnere le tantissime speranze di migliaia di persone pronte a dare credito alle nostre proposte. Perciò, non mi sottraggo all’analisi sulla vicenda De Mita e lo faccio prendendo spunto da un suo modo di ragionare, cercando di far indossare alla sua scelta un vestito politico.